I vegani vivono più a lungo degli onnivori?

La dieta vegana protegge da …

In numerosi studi scientifici è risultato che la dieta vegana protegge da malattie responsabili della maggior parte delle morti nei paesi ricchi. Vale a dire cardiopatie, alcuni tipi di tumore, ipertensione, Il ferro nella dieta vegana - Logodiabete e altre malattie croniche. Appare pertanto ragionevole presumere che l’aspettativa di vita in chi pratica la dieta vegana sia superiore rispetto agli onnivori. Ma veramente i vegani vivono più a lungo?

Ma i vegani vivono più a lungo degli onnivori?

Risultati di studi condotti su vegetariani

Numerose ricerche epidemiologiche hanno rilevato che vegetariani e vegani, considerati insieme, come un unico gruppo, mostravano una maggiore longevità rispetto agli onnivori. O meglio, per essere precisi, quegli studi hanno riscontrato che vegetariani e vegani vivono più a lungo rispetto agli onnivori della rimanente popolazione generale. Per fare un esempio, sarebbe come dire: gli inglesi vegetariani e vegani sono più sani e vivono più a lungo dei rimanenti inglesi.

Un primo limite di queste ricerche è accomunare in un’unica categoria vegetariani e vegani. Ancora più sorprendente, per noi italiani, è che questa categoria comprenda anche semi-vegetariani e pesco-vegetariani (vedi oltre).

Un altro limite, quando si valutano salute e longevità, è che vegani e onnivori non sono popolazioni confrontabili. Se i vegani generalmente sono più colti, più ricchi, fumano e bevono meno degli onnivori i risultati del confronto possono essere falsati.  La corretta procedura richiede di confrontare i vegani con onnivori ugualmente colti, ricchi, fumatori e bevitori.

Risultati di successivi studi specifici sulla longevità dei vegani

Due grandi studi prospettici, che insieme contavano circa 150.000 soggetti, hanno consentito di analizzare specificamente anche la popolazione vegana: quasi 10.000 persone. Si tratta di una numerosità che permette di giungere a solide valutazioni statistiche. Gli studi prospettici consistono nel seguire nel tempo i soggetti in esame; nei due studi citati l’osservazione si è protratta diversi anni. I casi di morte erano registrati e classificati. Ebbene, questi studi non hanno rilevato differenze significative di longevità fra onnivori e vegani (con l’eccezione riportata nel prossimo capitolo).

Questi studi, differenza degli studi precedenti, tenevano conto delle possibili interferenze di fattori di rischio quali il fumo, l’abuso di alcol, l’inattività fisica e la bassa scolarità. Fattori di rischio meno comuni tra i vegani rispetto alla popolazione generale.

Lo studio Adventis Health Study 2

Si tratta di uno studio prospettico condotto negli USA su una comunità religiosa con abitudini alimentari tendenzialmente vegetariane. I vegetariani erano suddivisi in latto-ovo vegetariani, vegani, “semi-vegetarians” (coloro che mangiano carne non più di una volta alla settimana) e “pesco-vegetarians” (in italiano diremmo piscivori: coloro cioè che oltre ai cibi vegetali mangiano pesce ma non carne). Le quattro categorie sono state analizzate insieme e una per una. I risultati hanno mostrato una modesta riduzione di mortalità nei vegetariani, complessivamente considerati, rispetto agli onnivori. Sorpresa: fra le quattro categorie gli unici a risultare più longevi rispetto agli onnivori sono stati i “pesco-vegetarians” (Orlich, 2014).

Lo studio EPIC-Oxford

E’ questo uno studio condotto nel Regno Unito che assomma i dati di due ricerche tra loro simili per molti aspetti. I partecipanti vegetariani sono stati reclutati attraverso medici di base, posta, pubblicità, notizie e passaparola e comprendevano latto-ovo vegetariani e vegani (considerati come un unico gruppo). I partecipanti non vegetariani sono stati reclutati fra amici e parenti dei primi. I piscivori sono stati considerati come classe a sé stante. Infine, in base alla frequenza del consumo di carni, gli onnivori sono stati suddivisi in mangiatori “regolari” (5 o più pasti con carne alla settimana) e mangiatori moderati (meno di cinque pasti con carne). Risultati: la mortalità degli onnivori “regolari” è risultata simile a quella delle altre tre classi (Appleby, 2016). 

Altri studi

Cito due pubblicazioni che aggiungono informazioni molto interessanti sui rapporti fra diete e salute (Appleby, 2016 II ; Dinu, 2017). Sono una sintesi dei risultati di numerosi studi epidemiologici di tipo prospettico e cross-sectional o trasversale. “Prospettici” significa che i soggetti sono seguiti nel tempo. “Trasversali” vuol dire che i soggetti sono osservati in un dato momento. Questi lavori, a differenza dei due studi prima citati, forniscono informazioni dettagliate sulle singole patologie e sui fattori di rischio.  

Conclusioni: oggi non è vero che i vegani vivono più a lungo, ma se domani …

Fino a oggi, i dati della letteratura scientifica non provano che i vegani vivono più a lungo dei non vegani.  

Attenendoci alle evidenze attuali, si può ipotizzare che la protezione conferita dalla dieta vegana per alcune patologie sia vanificata dalla maggiore suscettibilità per altre patologie.

Il tema merita però un ulteriore ragionamento: come per ogni altro approccio alimentare, la dieta vegana può essere ben fatta o mal fatta. Ben fatta significa, come minimo, ben integrata di vitamina B12 e con un’assunzione combinata di vegetali che forniscano tutti gli aminoacidi e i nutrienti carenti in una dieta vegana disattenta e stereotipata (Katz, 2014). Inoltre, così come gli alimenti degli onnivori non sono tutti insalubri, non tutti quelli dei vegani sono sani (si veda lo studio di Castelletti, 2019). Mi sembra quindi ragionevole pensare che i vegani vivono più a lungo se praticano una dieta ben fatta. Questo aspetto è approfondito in un’altra pagina del presente sito dal titolo un po’ provocatorio “Vivono più a lungo i vegani o i vegani?” (sic!).

Bibliografia   (come reperire il testo completo)

Appleby PN et al. Mortality in vegetarians and comparable nonvegetarians in the United Kingdom. Am J Clin Nutr. 2016.

Appleby PN et al. The long-term health of vegetarians and vegans. Proc Nutr Soc. 2016. 

Castelletti S. Dietary components and risk of cardiovascular disease and all-cause mortality: A review under the sign of the carrot. Eur J Prev Cardiol. 2019.

Dinu M et al. Vegetarian, vegan diets and multiple health outcomes: A systematic review with meta-analysis of observational studies. Crit Rev Food Sci Nutr. 2017. 

Katz DL et al. Can we say what diet is best for health? Annu. Rev. Public Health. 2014.

Orlich MJ et al. Vegetarian diets in the Adventist Health Study 2: a review of initial published findings. Am J Clin Nutr. 2014.
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