Denti e parodonto nella dieta vegana

Malattie di denti e parodonto: i vegani sono più a rischio?

Ad oggi, gli studi scientifici per rispondere a questa domanda sono numericamente limitati. Inoltre risultano condotti su un numero limitato di soggetti. Le conclusioni Logo - Denti e parodonto nella dieta veganapertanto non possono ritenersi definitive perché la loro forza statistica è debole.

Comunque, si! Fatte queste premesse, la risposta alla domanda “i vegani sono più a rischio rispetto agli onnivori?” appare plausibilmente affermativa. Le più recenti ricerche scientifiche finora disponibili sono qui di seguito riportate e discusse. Più oltre si riportano le ragioni per le quali la dieta vegana potrebbe essere causa delle malattie di denti e parodonto e, implicitamente, come prevenirle e trattarle.

Studi scientifici sulle malattie di denti e parodonto in relazione alla dieta vegana

Tre studi osservazionali

In questo tipo di studi ci si limita a registrare le condizioni dei vegani e a confrontarle con quelle degli onnivori; in tutti e tre i lavori la numerosità dei soggetti arruolati è bassa. Entrambi questi fatti limitano la forza dei risultati.

In due studi, condotti dalla stessa equipe medica in periodi diversi, è stato rilevato che nei vegani vi era un maggior numero di zone di demineralizzazione del dente, riconosciute come lesioni pre-cariose, rispetto a soggetti onnivori: nel secondo studio il confronto è con persone che seguivano la dieta mediterranea. La numerosità dei soggetti è bassa: 15 nel primo e 50 nel secondo (Laffranchi, 2010 ; Zotti, 2014). 

In un’altra ricerca l’erosione dei denti riscontrata in 29 vegani è risultata 4 volte maggiore rispetto a quella di un gruppo di controllo costituito da 86 onnivori (Pedrao, 2018).

Uno studio prospettico

In questo lavoro, condotto su 1648 individui che non seguivano diete specifiche, seguiti per 6 anni, è stata rilevata una associazione inversa fra livelli di vitamina B12 nel sangue e malattie del parodonto con perdita di denti. Cioè a valori più bassi di B12 corrispondeva un aumento delle malattie (Zong, 2016). Anche se i soggetti non erano vegani, la relazione con la dieta vegana è data dal fatto che nei vegani gli studi epidemiologici hanno rilevato livelli di vitamina B12 inferiori rispetto agli onnivori. Per approfondire si veda la pagina “La vitamina B12 nella dieta vegana“. Un limite di questo studio è che non può dirci se fra difetto della vitamina e malattia parodontale vi sia una relazione di causa-effetto. Non può essere infatti escluso che deficit di B12 e malattia del parodonto siano conseguenti ad un terzo fattore. 

Una meta-analisi

Si riportano infine i risultati di una meta-analisi: una tecnica statistica che integra e riassume i risultati di più lavori. Gli autori si sono basati sugli studi sopra riportati e su pubblicazioni più vecchie e talora non presenti nel motore di ricerca PubMed. Un limite di questo lavoro è che accomuna in un’unica categoria vegetariani e vegani: ritengo comunque utile riportarlo. Lo studio giunge alla conclusione che seguire un’alimentazione vegetariana può raddoppiare il rischio di erosione dentale. In questa meta-analisi sono state anche cercate correlazioni con la presenza di carie, di otturazioni e con la perdita di denti. Per queste condizioni non è stata però trovata alcuna conferma statistica (Smits, 2019).

Possibili cause di maggiore suscettibilità alle patologie dentali e parodontali nei vegani

Nella popolazione generale zuccheri, scarsa igiene orale, fumo di tabacco ed ereditarietà sono le principali cause delle malattie di denti e parodonto; aggiungiamo poi l’avanzare dell’età. La carenza di micro- e macro-nutrienti, spesso più frequente nei vegani rispetto agli onnivori, ha pure un ruolo importante. Già a partire dallo stadio fetale (si pensi che l’organo della dentina è già riconoscibile in un embrione di 1-2 centimetri), una giusta disponibilità di nutrienti è fondamentale per l’ottimale formazione e la successiva mineralizzazione dei denti. A sua volta, la buona mineralizzazione comporta una maggiore resistenza alla carie.

Di seguito sono riportate le possibili correlazioni fra malattie di denti e parodonto e i deficit di micro- e macro-nutrienti. Deficit che sono più frequenti nei vegani rispetto agli onnivori. 

Chi vuole approfondire i dati che seguono può leggere queste pubblicazioni: Hujoel, 2017 ; Iwasaki, 2011 ; Delgado, 2018 ; e/o le pagine del presente sito che trattano specificamente di tutti i micro- e macro-nutrienti oggetto del capitolo: Calcio e vitamina D nella dieta vegana ; Le proteine nella dieta vegana ; I grassi omega-3 nella dieta vegana ; Lo zinco nella dieta vegana.  

Vitamina D, calcio e proteine

Questi nutrienti svolgono un ruolo critico e sono i più studiati in ragione delle affinità fra denti e ossa. Come nelle ossa, anche nei denti vitamina D e calcio promuovono la mineralizzazione e un loro difetto la demineralizzazione. In uno studio si è visto che l’integrazione con vitamina D e calcio comportava una riduzione della perdita di denti. In un altro studio è stato osservato che l’integrazione con vitamina D riduceva l’infiammazione gengivale. Per quanto riguarda le proteine, si segnala che il tessuto gengivale ha uno dei più alti turnover nel corpo umano e le proteine sono elementi chiave per sostenere tale veloce ricambio. E’ noto che tra i sintomi della grave carenza di proteine vi sono la perdita di denti e le malattie del parodonto.

Vitamina B12

Di questo aspetto si è già parlato sopra, nel capitolo “Uno studio prospettico“.

Acidi grassi polinsaturi omega-3 e omega-6

Nella dieta vegana e nelle cellule dei vegani vi è spesso un deficit di grassi polinsaturi omega-3 rispetto agli onnivori; la dieta è invece particolarmente ricca di polinsaturi omega-6. In uno studio prospettico l’elevata assunzione di grassi omega-6 rispetto agli omega-3 è risultata associata ad un’aumentata incidenza di malattia del parodonto.

Zinco

Anche una carenza di zinco può essere importante. Uno studio riporta che l’aggiunta di zinco al dentifricio riduce la comparsa di placca dentale e gengiviti. 

E il microbiota salivare?

Citiamo infine un lavoro che ha indagato l’impatto della dieta vegana sul microbiota salivare. Una prima evidenza è che i microbiota salivari differiscono significativamente fra vegani e onnivori. I dati rivelati dallo studio sono molto complessi e articolati ma difficilmente correlabili con la salute dei denti e del parodonto: anche perché questo aspetto non rientrava fra gli obiettivi della ricerca. C’è però un rilievo che potrebbe essere interessante: lo studio ha dimostrato che nei vegani vi è un’aumentata presenza di Campylobacter rectus: una specie di batteri coinvolta nelle malattie del periodonto (Hansen, 2018). 

Bibliografia   (come reperire il testo completo)

Delgado E et al. A Clinical Investigation of a Dual Zinc plus Arginine Dentifrice in Reducing Established Dental Plaque and Gingivitis Over a Six-Month Period of Product Use. J Clin Dent. 2018.

Hujoel PP et al. Nutrition, dental caries and periodontal disease: a narrative review. J Clin Periodontol. 2017.

Hansen TH et al. Impact of a vegan diet on the human salivary microbiota. Sci Rep. 2018.

Iwasaki M et al. Dietary ratio of n-6 to n-3 polyunsaturated fatty acids and periodontal disease in community-based older Japanese: A 3-year follow-up study. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2011. 

Laffranchi L et al. Oral implications of the vegan diet: observational study. Minerva Stomatol. 2010. 

Pedrao ANM et al. Erosive Tooth Wear and Dietary Patterns: A Clinical Study. Oral Health Prev Dent. 2018.

Smits KPJ et al. Vegetarian diet and its possible influence on dental health: A systematic literature review. Community Dent Oral Epidemiol. 2019.

Zong G et al. Serum vitamin B12 is inversely associated with periodontal progression and risk of tooth loss: a prospective cohort study. J Clin Periodontol. 2016.

Zotti F et al. Effects of fluorotherapy on oral changes caused by a vegan diet. Minerva Stomatol. 2014.